Negli anni 70 il fattore"K" impediva ai comunisti l'accesso al governo nazionale, veniva così concessa da parte dei democristiani, che continuavano ad intrallazzare indiisturbati a Roma...
...una certa forma di autonomia che consentisse ai comunisti il governo di alcune regioni dove erano maggioranza.
Il baratto apriva la stagione delle autonomie e dei sistemi paralleli e concorrenti.
In bilico tra supremazia e sussidiarietà le decisioni più controverse, quali infrastrutture, energia, turismo, venivano demandate alla folla, in un tripudio di demagogia e irresponsabilità, che nel migliore dei casi si risolveva in un referendum.
Il tanto propagandato ed agognato federalismo ha lasciato tutto invariato.
Alla struttura centralista: Stato, Provincia, Comune, si sono aggiunte le istituzioni dell’autonomia, Regioni, Comprensori, Unioni di Comuni, Comunità Montane.
La metamorfosi non completata delle provincie, che non hanno sostituito le prefetture, sono l’esempio più lampante della confusione mentale dei legislatori.
Il mostro bicefalo che si è creato, tra irresponsabilità e scarica barile non è stato estraneo alla degenerazione della politica.
Clientelismi, corruttele lotte per accaparrarsi i posti, raccomandazioni, familismi sperpero di denaro, non hanno lasciato scampo nemmeno in chi alla politica si era avvicinato con tutte le buone intenzioni.
Le intelligenti intuizioni della lega delle origini e di una sinistra colta sono state affossate dai predatori, risultati più convincenti dei riformatori, e sono abortite in una riforma dell’articolo quinto e in una improbabile “devolution”.
(Parola che sembra inventata da Celentano ebbe a dire Enzo Biagi).
Le comunità montane istituite per aggregare realtà territoriali fragili e per superare la debolezza e l’impossibilità a programmare dei comuni troppo piccoli, sono finite per diventare un nuovo ente, distributore di finanza derivata, senza mai essere motore dello sviluppo locale.
Oggi che c’è sempre meno denaro da distribuire o cambiano passo o è meglio che spariscano.
Eppure in un sistema così dipendente dalla globalizzazione, un ritorno alle specializzazioni locali e alla cura del territorio, non solo ricostituirebbe un tessuto sociale più sano e più equilibrato, ma ritornerebbe ad essere un sostegno economico alle famiglie.
Dalla produzione al consumo, filiera corta e Km zero, possono essere soluzioni interessanti.
L’Italia non è povera; è impoverita perché è senza idee.
L’agricoltura meccanizzata e l’industria devono rimanere i settori portanti dell’economia nazionale, ma privarsi di un turismo di nicchia, di energie che possono derivare dai boschi dai torrenti dal sole e dal vento, di una agricoltura e un allevamento che hanno nei secoli sfamato le popolazioni della montagna è uno spreco che non può più essere tollerato.
L’assistenzialismo che si nutre dello stereotipo che questi sono luoghi bisognosi di sostentamento sono il primo fattore di crisi e abbandono della montagna.
Gli interventi a pioggia, per far vedere che si opera, devono lasciare il posto a progetti ed operatività gestite e durature, a modelli che reinventino un’economia locale dove al primo posto la crescita deve essere una crescita del benessere e l’economia una economia sostenibile.
Negli anni tra le due guerre un astronomo dilettante Bresciano, Giovanni Paneroni nato a Rudiano, percorreva la città e la provincia, con il suo carretto da gelataio, al grido: “la terra non gira o bestie!”
Tre casi esemplari quelli che in nome della difesa dell’ambiente e del territorio hanno visto trionfare l’immobilismo e condannare la ricerca di fonti energetiche alternative e rinnovabili..
Vanta titoli che non possiede, spaccia Master per Dottorati, è laureata in filosofia e non in fisica; è il duro attacco del giornale americano “New Yorker” alla passionaria indiana della lotta agli OGM. Dipinta come una ciarlatana non scientifica
Su serie questioni di risparmi e di produzione di energie alternative, che non dovrebbero vedere fronti contrapposti, si innescano polemiche strumentali sull’uso disinvolto di due parole: biologico ed ecologico
Entrambi i termini dovrebbero avere connotazioni negative, tanto da essere il più delle volte assimilati, ma Claudio Magris sul “Corriere della Sera” salva gli egoisti e condanna gli egocentrici
Fare bene le cose senza pretendere l’ottimo e la perfezione è la morale di questo aforisma di Voltaire. Perché e’ impossibile vivere nel migliore dei mondi, si può solo “coltivare il nostro giardino”
«… Il 22 Giugno 1974, al settantottesimo minuto di una partita di calcio, sono diventato comunista…il risultato non contava, la questione di principio era battere quegli altri per dimostrare una volta per tutte chi fosse il più forte…»
Spianare le montagne è stata nei secoli l’aspirazione dell’uomo. Poeti e bambini sono di parere diverso: “sempre caro mi fu quest’ermo colle…” è l’incipit del poeta; favole e ricordi più belli dei bambini, hanno sempre a protagonisti boschi e montagne
Si è votato in tutta la valle e la maggior parte delle amministrazioni uscenti è stata riconfermata. Il cappello sulla vittoria di Nabaffa a Idro, l’hanno voluto mettere quelli che si autodefiniscono: “I salvatori del lago”. Chissà se questo porterà fortuna al Sindaco?