Una semplice formuletta "è venuta meno la fiducia" è alla base della rivoluzione copernicana che si è avuta negli organi di governo comunitari (Secoval, Gal, Comunità Montana)
La perdita di fiducia potrebbe, a prima vista, rientrare in quelle questioni più personali che politiche e la sostituzione degli sfiduciati rendere di per sé efficienti gli organismi rinnovati.
Il problema è invece di natura politica. Non che le persone non contino e la fiducia non sia una precondizione per ben operare, ma nel caso in questione non basta.
I temi strutturali, lo scopo per cui sono nate le Comunità Montane si è perso per strada, complici le leggi successive che le hanno snaturate, trasformandole in un ente in aggiunta ai preesistenti e togliendogli quella funzione di riaggregazione dei poteri di governo del territorio montano.
La fine delle comunità è anche il naufragio di una delle più intelligenti intuizioni sulla montagna e il rilancio delle zone svantaggiate degli anni ’70.
Quello che è venuto dopo, la grande abbuffata delle quantità e dell’effimero ci vede ancora sprofondati in una palude difficile da attraversare.
Uno dei più sarcastici e coraggiosi giornalisti che ne ha denunciato il marcio con il suo libro la Casta è Gian Antonio Stella.
È del giornalista del Corriere il bell’articolo: “Sei Comuni in uno per vivere meglio” dove spiega che le fusioni sono possibili basta avere la volontà politica di farle.
“Non cercate su Google- map Civitanova Polesine: non esiste. Pochi mesi però, e anche il motore di ricerca dovrà adeguarsi. Quel comune dal nome antico, ma nuovo di zecca, infatti, sta nascendo. E rappresenterà un salutare ceffone al campanilismo.
Al fanatismo localistico. Alla pigrizia culturale di chi si chiude a riccio nello spirito della contrada. Civitanova Polesine nasce dall’unione di 6 Comuni: Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Frassinelle Polesine, Pincara, Villamarzana, Villanova del Ghebbo…”
Le comunità nascono con lo scopo di dare una possibile soluzione alle esigenze dei piccoli comuni montani, sparsi e polverizzati, per i quali l’accorpamento in una dimensione più consona rappresenta una delle poche possibilità di renderli più rappresentativi e più capaci di contare.
I campanilismi sono più una scusa degli amministratori e della paura di perdere i loro “condomini”, che una reale opposizione delle popolazioni, perfettamente consce che il luogo di nascita rimane nel cuore anche se non c’è il Municipio.
Il metodo della programmazione, l’importanza di preservare la natura, il paesaggio, la flora e la fauna, la trasformazione di sport cultura e turismo in strumenti per allargare il bacino di utenza al di fuori della valle, le energie alternative, i prodotti locali, erano temi alla portata di pochi e avveduti legislatori.
Quarant’anni fa la popolazione non era pronta, considerava con sufficienza il tema della sicurezza e della difesa dell’ambiente.
Oggi una massa sempre più convinta ne condivide lo spirito senza averne la necessaria sapienza e si rivolge ai movimenti che ne fanno una bandiera.
Una politica attenta alle dinamiche che creano le mode, dovrebbe, invece di difendere lo status quo e resistere alle sollecitazioni, indicare e guidare soluzioni in grado di sviluppare le potenzialità che per troppo tempo sono state sacrificate ad una economia spontanea e sprecona, irriguardosa del futuro, e fare scelte che la crisi impone.
Negli anni tra le due guerre un astronomo dilettante Bresciano, Giovanni Paneroni nato a Rudiano, percorreva la città e la provincia, con il suo carretto da gelataio, al grido: “la terra non gira o bestie!”
Tre casi esemplari quelli che in nome della difesa dell’ambiente e del territorio hanno visto trionfare l’immobilismo e condannare la ricerca di fonti energetiche alternative e rinnovabili..
Vanta titoli che non possiede, spaccia Master per Dottorati, è laureata in filosofia e non in fisica; è il duro attacco del giornale americano “New Yorker” alla passionaria indiana della lotta agli OGM. Dipinta come una ciarlatana non scientifica
Su serie questioni di risparmi e di produzione di energie alternative, che non dovrebbero vedere fronti contrapposti, si innescano polemiche strumentali sull’uso disinvolto di due parole: biologico ed ecologico
Entrambi i termini dovrebbero avere connotazioni negative, tanto da essere il più delle volte assimilati, ma Claudio Magris sul “Corriere della Sera” salva gli egoisti e condanna gli egocentrici
Fare bene le cose senza pretendere l’ottimo e la perfezione è la morale di questo aforisma di Voltaire. Perché e’ impossibile vivere nel migliore dei mondi, si può solo “coltivare il nostro giardino”
«… Il 22 Giugno 1974, al settantottesimo minuto di una partita di calcio, sono diventato comunista…il risultato non contava, la questione di principio era battere quegli altri per dimostrare una volta per tutte chi fosse il più forte…»
Spianare le montagne è stata nei secoli l’aspirazione dell’uomo. Poeti e bambini sono di parere diverso: “sempre caro mi fu quest’ermo colle…” è l’incipit del poeta; favole e ricordi più belli dei bambini, hanno sempre a protagonisti boschi e montagne
Si è votato in tutta la valle e la maggior parte delle amministrazioni uscenti è stata riconfermata. Il cappello sulla vittoria di Nabaffa a Idro, l’hanno voluto mettere quelli che si autodefiniscono: “I salvatori del lago”. Chissà se questo porterà fortuna al Sindaco?