Skin ADV
Lunedì 19 Aprile 2021
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 

 
 


 


08 Maggio 2014, 08.02

Eppur si muove

Lago d'Idro: Deus non vult

di Leretico
Quando leggo sul lago d'Idro, sulle posizioni di chi si lamenta delle cicale sentendosi ovviamente virtuosa formica, non posso fare a meno di ricordare lo straordinario film del 1966 di Monicelli, "L'armata Brancaleone"

... E non è né per le formiche né per le cicale che me ne ricordo, ma per la struttura comunicativa e storica su cui tale narrazione si svolge: la gente povera del XI secolo e i soliti furbi che la vogliono guidare.

La cosa è tristemente divertente: triste perché dimostra quanto certi schemi si ripetono; divertente perché Enrico Maria Salerno e Vittorio Gassman raggiungono picchi elevatissimi di comicità.

Facciamo quindi un parallelo per spiegare cosa c'entra il lago d'Idro: nel film di Monicelli si rappresenta un gruppo di improbabili personaggi diretti alla liberazione del Santo Sepolcro, sotto la guida di un eroe sgangherato, Brancaleone, e di un santone invasato, Zenone.
Il Santo Sepolcro è meta ideale, sacra, popolare, importante. La sua liberazione, il suo salvataggio, somiglia straordinariamente, nella storia valsabbina, a quello del lago d'Idro. Una crociata nel film, una crociata in Valsabbia; una guerra in nome di Dio nel film, una guerra per l'ambiente a Idro.

Già l'unione di Dio con la guerra dovrebbe far sorgere dubbi profondi, ma nel XI secolo certe domande non se le ponevano, e molti purtroppo anche oggi. Altrettanti dubbi dovrebbe far sorgere l'unione di ambiente e guerra. Dove c'è una guerra infatti ci sono sempre interessi impronunziabili, nascosti, immorali. Ma non anticipiamo troppo, andiamo per gradi.

Allora, dicevamo: un comandante alla Don Chisciotte e un pretaccio medievale da un lato.
Dall'altro il popolo misero, sconfitto, indifeso e facilmente manipolabile. Tutti insieme, in viaggio a piedi verso il Santo Sepolcro, cantando, guidati dal pretastro manipolatore dotato di bastone, borraccia e campanaccio.

Ad un certo punto, lungo la via si profila un passaggio pericoloso: un cavalcone (passerella), alquanto fragile al primo sguardo, si protende insicuro sopra un minaccioso fiume tra le rocce. Impossibile ignorarlo se si vuole continuare verso la santa meta.
Di fronte alla paura dell'attraversamento che serpeggia nel gruppo, Zenone interviene con voce isterica: "Homini di poca fede! Chi regge lo cavalcone è la mano di Dio. Abbiate fede, non temete sono qui io con voi".

Anche Brancaleone interviene e, ad uno ad uno, in "fila longobarda", l'armata di straccioni comincia a passare sul cavalcone per raggiungere la riva opposta. Senonché, quando tocca al più grosso della compagnia, un barbuto pecoraio, occorre un supplemento di incitazione: "O homo di poca fede" grida Zenone, "transea! Suvvia non dubitare".
Non l'avesse mai detto: nel bel mezzo della passerella, un piede in fallo e il panciuto pecoraio, improvvisato crociato, finisce la sua povera vita nel fiume sottostante.

Zenone di fronte all'accaduto e alla costernazione generale non perde il controllo, anzi, con atteggiamento mistico e tono predicatorio declama:
"Dio ha levato la mano. Ma perché ha levato la mano? Lo sapete voi? Perché intra noi si annida l'impurità! Qualcuno intra noi non ha fede! Chi non ha fede?"
"Tutti abbiamo fede, padre" mormorano i superstiti dell'attraversata. In verità tra di loro c'è l'ebreo Abacuc, vecchietto innocente e divertente, facile capro espiatorio.
"No, io la mia fede ce l'ho, siamo tutti amici qui" afferma Abacuc.
"Ah, orrore, sei tu forse un eretico?" riprende il santone inviperito. Insomma alla fine obbligano Abacuc al battesimo forzato (per fortuna non al rogo come mi sarei aspettato).
Ed ecco, sollevato con forza dagli altri, Abacuc viene portato sulla sponda impervia del fiume e appeso sotto l'acqua per essere "mondato" dalla sua eresia.

Subdolamente, una violenza viene nascosta con un'altra violenza, una responsabilità, la morte del pecoraio, occultata cercando la colpevolezza negli innocenti, negli umili, in quelli fuori dal gioco. E tutto rigorosamente in nome di Dio.
Questo è il vero mestiere dei falsi guru. C'è sempre un poveretto a farne le spese, pronto per essere marchiato come eretico e sacrificato per consolidare il potere. Forse anch'io, col nome che porto, dovrei preoccuparmene.

A questo punto fate una semplice sostituzione di parole: al posto della parola "Dio" mettete la parola "ambiente" e ritroverete d'incanto la storia del lago d'Idro: un popolo sincero, memore di ciò che gli è stato sottratto, che si affida allo Zenone di turno in nome di un valore superiore, una difesa importante.

E giunto al passaggio più difficile, quello di scegliere la soluzione più equilibrata e sostenibile per il lago, si mette nelle mani sbagliate, incitato dalle voci isteriche dei falsi ambientalisti, dei falsi guru, dei biechi santoni che soffiano sulle braci della discordia per aumentare solo il proprio potere personale.
Giunto al momento di fiutare il pericolo, che i manipolatori tendono a minimizzare, il popolo non si avvede dell'inganno e cade dalla passerella.
Ahimè, non si accorge che i santoni hanno già venduto l'ambiente in cambio di decine di migliaia di metri quadrati di cemento a vantaggio dei soliti noti. Cade tradito senza conoscere i nomi di chi tira le fila, di chi aspira a raccogliere i frutti di questo ennesimo sacrificio.

Ma "L'armata Brancaleone" ci riserva una sorpresa: un'altra passerella da superare, un altro cavalcone da affrontare. Questa volta Zenone si fa prendere la mano. Visto il precedente successo, per bloccare sul nascere ogni protesta dell'improbabile truppa, colto più del solito da un attacco di isterico misticismo, decide di saltare con forza al centro della passerella per dimostrare quanto fosse forte la sua fede nella protezione di Dio.

Questa volta, però, Dio non lo protegge. Sembra che finalmente si sia accorto della necessità di fare giustizia. Ed è così che, mentre il pretaccio salta con maggiore violenza sulla passerella gridando "Deus vult - Dio lo vuole", un fracasso blocca il respiro degli armigeri: la passerella si rompe e Zenone sprofonda con un drammatico urlo nel tetro burrone sottostante.
Un senso di liberazione si irradia repentinamente nella truppa. Tutti si sentono sciolti dall'impegno della crociata: Dio ha mandato un segno, ha levato la mano: "Deus non vult - Dio non vuole".

Come non sognare un finale del genere anche per Idro: che la gente possa riuscire a dire in faccia ai santoni dell'ambiente: "Deus non vult", fine alle guerre insensate. E possa comprendere fino in fondo il senso di questa mite poesia:

Sul nostro lago non si mente
non si usano i sentimenti della gente
per nascondere il proprio nascosto conto corrente.

Il lago è stato venduto
da chi ha fatto finta di averci creduto
e mentre gridava per un giusto destino
reclamava soltanto per il proprio giardino.

Ma è venuto il momento del vero fermento
il momento più serio perché non emerga che il vero.
Siam stufi di gufi che voglion salvare
quando invece lavoran per tutto disfare.

Son tutti i giorni a soffiare sul fuoco
a credere il lago una pietanza da cuoco.
Non si inganni il fedel cittadino
su chi vuole salvare il proprio giardino.

Fate due conti, se non siete tonti
metteteci il senno, al fin con gusto
per individuare il colpevole giusto.

A chi è rimasto un filo di senno
metta con garbo un poco di impegno
non si risparmi un minimo accenno
se vuole per il lago essere degno.

A chi nasconde il proprio tornaconto
rispondiamo con forza: io non son tonto.

Leretico (Abacuc)

Su youtube il video a cui ci si è ispirati


Invia a un amico Visualizza per la stampa

TAG





Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
21/05/2014 08:00
Il lago dei mille tradimenti Le lettere anonime sono un atto vergognoso e fraudolento. Quella ricevuta nei giorni scorsi dalla signora Ettacani è simbolica di tutta una storia che da anni si protrae velenosa sul lago d’Idro

30/05/2014 07:27
Il Lago è Salvo? Si è votato in tutta la valle e la maggior parte delle amministrazioni uscenti è stata riconfermata. Il cappello sulla vittoria di Nabaffa a Idro, l’hanno voluto mettere quelli che si autodefiniscono: “I salvatori del lago”. Chissà se questo porterà fortuna al Sindaco?

08/06/2014 07:04
I cinesi e il lago d’Idro Spianare le montagne è  stata nei secoli l’aspirazione dell’uomo. Poeti e bambini sono di parere diverso: “sempre caro mi fu quest’ermo colle…” è l’incipit del poeta; favole e ricordi più belli dei bambini, hanno sempre a protagonisti boschi e montagne

13/10/2014 06:45
La Lanterna e il Lago In ottobre piove. Piove molto e in alcuni luoghi troppo. E sarà anche colpa dell'effetto serra, sarà la sfortuna, a Genova in pochi anni hanno avuto due alluvioni distruttive

07/02/2014 08:30
Il libro delle sorelle Nava stasera a Idro Alle 20.30 presso la Casa delle associazioni del paese valsabbino viene presentato "Storie di rospi" scritto da Francesca Nava e illustrato dalla sorella Michela. Un volume nato proprio su stimolo del Comune di Idro per avvicinare i bambini alla tematica ambientale



Notizie da Eppur si muove
24/05/2020

Il cammino fino al tramonto

La paura è uno dei sentimenti umani più difficili da gestire. Emerge dalle profondità dell’inconscio, si impadronisce di noi e spesso non riusciamo a contrastarla adeguatamente.

28/04/2015

La testa che conta

In questi giorni è comparsa una notizia molto particolare: un ragazzo russo di 30 anni molto malato ha contattato il dottor Canavero, torinese un po’ controverso, dichiarandosi disponibile per un eventuale trapianto di testa...

10/03/2015

Sesso o amore?

Mi chiedevo in questi giorni come si potesse rispondere a quella nervosa affermazione del senso comune che, preannunciata da uno stringere a pugno le dita di entrambe le mani a mo’ di mungitura aerea, così recita: “Ma in pratica?”

08/01/2015

L'uomo nero a Parigi

Ci sono tanti motivi oggi per cui essere tristi e tanti per cui essere arrabbiati. Quello più forte è senz'altro sapere che a Parigi, nel cuore dell'Europa, dodici persone sono morte trucidate a colpi di fucile mitragliatore, assassinate come cani per aver fatto, gravissimo peccato, satira su Maometto.

26/12/2014

Il pianeta delle scimmie

Nei paesi tropicali hanno inventato una trappola tanto semplice quanto efficace per catturare le scimmie: in una zucca svuotata ed essiccata viene creata un’apertura sufficiente perché a malapena la scimmia riesca ad infilarvi la zampetta...

03/12/2014

La morte di Ivan Illich

In nome del paradiso in terra promesso dalla tecnica, abbiamo eliminato il morire dal nostro vocabolario, è diventato ripugnante come lo è il diventar vecchi e come lo sono tutti quei segni che denunciano la vecchiaia

13/10/2014

La Lanterna e il Lago

In ottobre piove. Piove molto e in alcuni luoghi troppo. E sarà anche colpa dell'effetto serra, sarà la sfortuna, a Genova in pochi anni hanno avuto due alluvioni distruttive

26/09/2014

Dio è morto?

Secondo Nietzsche Dio è morto, ma viste le innumerevoli guerre che ci sono nel mondo in nome del divino, viste le stragi che si perpetuano in nome di una certa “rivelazione” piuttosto che un’altra, verrebbe da dire che Dio è vivo, eccome

03/09/2014

Le anime frantumate di «Bussi Off.»

Raccontare è sempre segno di coraggio, è prova che implica necessariamente il mettersi a nudo. Nella narrazione si rivela, involontariamente, anche l'io più nascosto, più meditatamente celato

19/08/2014

Non ci resta che andare a Rimini

Il conte zio, anonimo e malefico di mazoniana memoria, ben si presta a rappreesntare la realtà odierna, in questa interpretazione che ne dà il nostrro Leretico


  • Valtrompia
  • Bovegno
  • Bovezzo
  • Brione
  • Caino
  • Collio
  • Concesio
  • Gardone VT
  • Irma
  • Lodrino
  • Lumezzane
  • Marcheno
  • Marmentino
  • Nave
  • Pezzaze
  • Polaveno
  • Sarezzo
  • Tavernole
  • Villa Carcina
  • -

  • Dossier