Montagna bresciana, la strategia di rilancio post Covid
di Federica Ciampone

Turismo di prossimità ed esperienze a contatto con la natura, per ritrovare serenità e voglia di reinventarsi. L'analisi degli esperti di marketing per le montagne di Valle Sabbia, Valtrompia e Val Camonica


Quali possibili scenari si profilano per il turismo montano nelle valli bresciane dopo la pandemia che ha cambiato il nostro modo di vivere e di viaggiare?

Se lo sono chiesti Emma Taveri e Sergio Cagol di “Destination Makers”, esperti di marketing territoriale, che in un webinar organizzato da Visit Brescia hanno presentato agli operatori turistici delle valli Sabbia, Trompia e Camonica la campagna e la strategia individuate per “dare una scossa” al turismo montano, pesantemente penalizzato dalle restrizioni dovute al Covid-19.

La strategia elaborata è frutto del percorso di co-progettazione avviato nel 2020, tra nuove tendenze turistiche e azioni concrete di promozione territoriale, con il contributo della Regione tramite un bando dedicato proprio alle attività sui territori montani.

“A distanza di un anno ci troviamo ancora connessi solo da remoto - ha commentato l’assessore regionale al Turismo Lara Magoni - in uno scenario che non ci piace ma in cui ancora per un po’ dovremo vivere e lavorare. Senza turismo non esiste commercio e voglio concentrarmi, in questo momento drammatico, su prospettive positive come la nomina di Brescia e Bergamo a Capitali Italiane della Cultura 2023 e l’inquadramento dello sci alpino - sport principe a Ponte di Legno - Tonale, come disciplina olimpica nel 2026”.

All’incontro hanno preso parte anche Francesca Goffi, presidente dell’Agenzia Territoriale Valle Sabbia e Lago d’Idro, e Massimo Ottelli, presidente della Comunità Montana di Valle Trompia. Entrambi hanno posto l’accento sull’importanza della riscoperta del turismo di prossimità come risorsa per affrontare questo momento così difficile.

Il cosiddetto “turismo dell’incertezza” post Covid ha portato con sé nuovi bisogni e nuove esigenze. I viaggiatori oggi cercano sempre di più esperienze a contatto con la natura - perfetta quindi la montagna bresciana - sentendo il bisogno di disconnettersi da quella tecnologia che, in tempo di isolamento, ci ha completamente inglobati tra videochiamate e smart working.

La chiave di volta del turismo post pandemia sarà quella di coinvolgere il viaggiatore in un luogo in cui può tornare ad un approccio più equilibrato e rurale, ove riconnettersi con l’essenza della montagna, ma anche disintossicarsi dalla vita cittadina e magari aumentare, in un ambiente tranquillo, la propria produttività.

Questa la nuova sfida che attende gli operatori turistici, che dovranno puntare sulle attività outdoor (bike, trekking, vie ferrate… ), sull’acqua come elemento centrale del benessere (terme), sulla gastronomia montana locale e sulla promozione e commercializzazione di tali attività per attrarre l’interesse di un numero sempre maggiore di viaggiatori.

La seconda fase della strategia di rilancio - quella che passerà dalla teoria alla pratica, coinvolgendo gli operatori valligiani in un percorso formativo e di supporto e coordinamento, sta per avere inizio.

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