L'educazione
di Barbara

Un memoriale scritto Tara Westover,oggi 34 anni, un contenitore di una realtà distorta frutto di un’educazione estrema. Ma come si fa a sapere che certe cose sono sbagliate se non si hanno paragoni da poter utilizzare? 


Tara è cresciuta alle pendici di una montagna chiamata Principessa indiana nei territori dell'Idaho, però non è cresciuta correndo per i prati, non giocava con i compagni di scuola… anche perché, a scuola, non poteva andarci; per il mondo, lei e i suoi fratelli, esistevano per modo di dire.

Questo per via delle radicali convinzioni del padre, che spesso sfociano in paranoie che ben poco hanno a che fare con la religione mormone. La famiglia vive isolata all’ombra di questa montagna, e i bambini, oltre a non essere mandati a scuola, addirittura non hanno documenti legali della loro nascita e quindi della loro esistenza. 
 
L’autrice tratteggia i componenti della sua famiglia in modo lucido e chiaro: non ci sono spazi per diversi giudizi, tutto è lampante e drammaticamente reale.
 
A tratti viene voglia di chiudere il libro e far finta che certe cose, semplicemente, non possano accadere… ma il desiderio di vedere Tara alzare la testa, camminare diritta, guardare avanti porta a continuare la lettura.
 
Si legge attendendo l’attimo in cui si spera di vederla usare la determinazione per difendersi da un fratello che ha fatto sue troppe cose del padre per correggerla e farla crescere nel modo "giusto", da un padre bipolare e manipolatore, da una madre che non ha il coraggio di ribellarsi essa stessa e che, anzi, a tratti spalleggia, di molto, il marito.
 
Un libro che interroga sul significato di educazione come processo di crescita e come atto di amore verso se stessi.
 
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