«Defibrillato» e contento
di val.

Tanto da regalare una delle sue biciclette a Valtrompia Soccorso. A giugno la brutta avventura dell’arresto cardiaco, mentre pedalava in quel di Collio


Era il 23 giugno e l’equipaggio dell’ambulanza si era appena “sganciato” da un servizio quando lui si è presentato, parcheggiando la bici nei pressi: «Scusate, sto male, sento un dolore al petto».
L’hanno fatto accomodare sul lettino e quello è andato in arresto cardiaco.

Subito all’opera con uno dei defibrillatori portatili di cui si fa un gran parlare – assai opportuna la sua presenza anche in questo caso - dopo tre scariche il cuore dell’uomo, un 72 enne residente in città, ha ripreso a battere.
Ci ha pensato poi l’eliambulanza intervenuta sul posto a concludere l’operazione di salvataggio, con il ricovero in un nosocomio cittadino.

Pietro Gandolfi, questo il nome del 72enne infartuato
, personaggio noto nell’ambiente del ciclismo amatoriale, meccanico e sponsor di diverse squadre bresciane, grazie proprio alla celerità nei soccorsi, si è ripreso completamente e senza alcun danno neurologico.

Per ringraziare la Provvidenza,
ma anche chi materialmente si è prodigato nei soccorsi, ha donato a Valtrompia Soccorso una delle biciclette prese dalla vetrina del negozio, suo e del figlio, che apre in Viale Piave. 

«Naturalmente abbiamo enormemente gradito il prestigioso omaggio – fanno sapere gli angeli di Valtrompia Soccorso dalla loro sede di Via Chiesa a Brozzo -. Insieme ad altre donazioni la metteremo in palio in una lotteria, che ci permetterà di acquistare presidi e quindi di migliorare il servizio».

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