L'elogio del dubbio 2
di Giuseppe Maiolo

È ripartito anche  quest’anno il ciclo di incontri di Educativa Familiare denominato GENITORI IN FORMAzione. Il primo incontro di questo percorso si è tenuto martedì scorso a Villanuova sul Clisi e il secondo avrà luogo a Barghe questa sera



L'appuntamento per questo martedì 21 aprile è per le 20,45 nel Teatro Parrocchiale. Relatrice la dottoressa Mariella Bombardieri, assai nota in zona per la sua attività di Psicopedagogista.

La differenza di questo nuovo ciclo dai precedenti sta nel fatto che quest’anno sono state coinvolte più Amministrazioni comunali interessate a sostenere il progetto di una “Educativa itinerante” tra alcuni comuni della Valle Sabbia.
L’idea di un percorso per educatori che ogni volta toccherà un Comune diverso ha come obiettivo quello di ampliare il più possibile la rete delle relazioni e permettere l’incontro è il confronto sui temi che sono di fondamentale importanza per la crescita dei nostri figli, gli adulti di domani.

Fare rete oggi è la sfida più significativa che aspetta chi ha funzioni e responsabilità educative.
Aiutare la famiglia ad uscire dall’isolamento e dalla solitudine è ciò che è stato condiviso dagli amministratori che hanno sostenuto con entusiasmo questo progetto.

Far crescere le competenze educative, le conoscenze teoriche ma anche i comportamenti e le azioni che davvero servono per il sempre più difficile metterei del genitore, significa condividere con altri il progetto educativo e allo stesso tempo percepire il sostegno di quella Comunità Educante a cui da tempo ci siamo allontanati è che urge ripristinare.

Paulo Freire, il grande pedagogista brasiliano
, diceva che “Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo”.
Ed è questa l’importanza di creare una rete di genitori-educatori, favorirla attraverso  un periodico ritrovarsi insieme più per riconoscere l’importanza del saper essere genitore che per avere risposte già pronte sul cosa fare.

Condividere e sostenersi a vicenda, interrogarsi e confrontarsi, farsi insieme domande, infinite e continuate domande, aiuta ciascun educatore a individuare le proprie personali risposte.

Così al di là dei suggerimenti o delle proposte di lettura sicuramente interessanti che faranno i relatori di questo ciclo di incontri, o anche delle loro stimolanti provocazioni, quello che conta maggiormente per l’educatore di oggi, quello che vuole significativamente essere presente al progetto educativo con i propri figli e non pretendere di essere perfetto come genitore ma sufficientemente buono,  è coltivare il dubbio più che la certezza assoluta di ciò che è giusto o sbagliato, di  quello che s’ha o non s’ha da fare.
Perché ogni volta le risposte possibili sono almeno un milione, o giù di lì.

Ed è di questo bellissimo tema l’Elogio del dubbio, concordato insieme, che la relatrice Mariella Bombardieri  grande esperta di relazioni familiari, affronterà nella serata a Barghe e ovviamente aperto a genitori, nonni, zii, educatori, fidanzati, insegnanti.
Per avere un’anticipazione sul tema, abbiamo fatto alla dottoressa Mariella Bombardieri, alcune domande:

Perché parlare di dubbio con i genitori?
Perché spesso nell’esperienza genitoriale viviamo situazioni inedite che ci spiazzano, ci pongono in uno stato di incertezza e per le quali non è facile trovare risposta. Di fronte all’instabilità possiamo affidarci a ricette preconfezionate e salvifiche che rischiano spesso di risultare inapplicabili nella vita reale togliendoci la bellezza del ricercare, del pensare, dell’intuire.

Cos’è per lei il dubbio?
Il dubbio non è caos,  ma stato di insicurezza in cui un genitore può trovarsi, di fronte ad una situazione concreta, ad una scelta da fare, ad un problema. 
Il dubbio richiede coraggio di vedere cosa manca; di cogliere i propri punti di forza e di debolezza; di accettare i propri errori. Il dubbio richiede l’umiltà di non sentirsi arrivati ed onnipotenti, richiede capacità  di ascolto.
Guardare ed ascoltare il figlio; guardare ed ascoltare se stessi come adulti.

Cosa direbbe ai genitori che vivono momenti di dubbio?
Il dubbio, se accettato e rielaborato ha un potenziale creativo. Perché ciò accada serve: fermarsi, pensare, riflettere su  quanto accade alla propria vita familiare; avere fiducia nell’educabilità e nelle proprie capacità e risorse.

Serve non essere troppo soli; da altri genitori si possono apprendere buone prassi educative sperimentare strade nuove di relazione, di azione concreta.
È poi è fondamentale avere cura delle proprie fragilità e di quelle dei figli senza giudicare e giudicarsi.
Personalmente mi sento più vicina a quei genitori che cercano, sbagliano, cadono e provano a rialzarsi. A quei genitori che si sentono in  dubbio e che arrivano a scoprire che non avere subito la risposta pronta apre al nuovo e al cambiamento.

Giuseppe Maiolo
Coordinatore scientifico

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