Stefana, situazione preoccupante
di Redazione

L’Enel ha sospeso l’erogazione di energia elettrica all’impianto di Nave e il Cda dell’azienda ha formalizzato la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva

 
Situazione sempre più complicata alla Stefana di Nave. L’impresa, che occupa circa 700 dipendenti distribuiti in quattro stabilimenti, è impegnata a fronteggiare oltre che una situazione di mercato che rimane difficile anche difficoltà di natura finanziaria. 
A complicare ulteriormente le cose si è aggiunta  la sospensione dell´erogazione di energia elettrica, da parte della società che gestisce il servizio, allo stabilimento di via Brescia nel comune valtrumplino (oltre un centinaio i lavoratori).
 
L’azienda in queste ore sta inoltre contrattando con i sindacati il rinnovo del contratto di solidarietàper i 200 operai del laminatoio di via Brescia e dell’acciaieria di Montirone (anche se l’azienda vorrebbe adottarlo senza anticipi), in scadenza proprio oggi.
mentre nelle sedi di via Bologna e di Ospitaletto (dove è concentrato il resto della forza lavoro) l´ammortizzatore sociale completerà il terzo anno il prossimo mese di maggio.
 
Un´altra novità, destinata ad alimentare timori, è quella legata alla scelta del Consiglio di amministrazione di presentare domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva (ai sensi dell´articolo 161 comma sesto della legge fallimentare. L´istanza, sempre in base a quanto emerso, dovrebbe essere inoltrata a breve in Tribunale a Brescia.
 
In attesa di indicazioni dai vertici della Stefana, nelle sedi produttive del gruppo siderurgico di Nave l´attività, dopo la sosta di Natale e fine anno, dovrebbe riprendere progressivamente a partire dall´8 gennaio (con l´acciaieria di Ospitaletto), quindi nei laminatoi. 
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