Separazione: come ragiscono i figli?
di Annalisa Croci

La separazione si configura come evento protratto nel tempo e spesso molto conflittuale. Perché la separazione risulta difficile? I figli risentono della separazione?


La separazione comporta una ristrutturazione individuale e familiare, le relazioni fra le persone devono quindi essere riorganizzate pur mantenendo il ruolo genitoriale.
È un processo che richiede agli adulti di rivedere e modificare la relazione di coppia, sciogliere il legame, ma mantenere il progetto genitoriale sul minore.

Si tratta di differenziare il progetto coniugale da quello genitoriale, processo non semplice, che spesso incontra liti e forti divergenze.
Infatti la coppia che decide di lasciarsi deve andare verso la chiusura, mentre il rapporto fra padre e figlio o madre e figlio deve restare intatto.

Spesso l’adulto può avere molte difficoltà ad affrontare tale periodo, chiedendo spesso supporto al figlio o rendendolo partecipe in modo troppo diretto di ciò che accade; chiedendo anche di tenere la parte a sé, schierandosi contro l’altro genitore.

La separazione di per sé non è traumatica, lo diviene se non si riesce a mantenere un costante riferimento affettivo ed educativo, se il genitore non è più quell’immagine rassicurante e base sicura.
È un evento emotivo forte, che può assumere carattere di traumaticità se viene fatto sperimentare al bambino in tal modo.

Infatti la conflittualità fra genitori produce effetti negativi sul benessere dei minori; più il bambino è piccolo sperimenta emozioni ancor più forti e spesso pensa, erroneamente, che si modifichino i legami che i genitori hanno con lui.
I bambini si trovano a dover elaborare una perdita e spesso provano sentimenti di colpa, pensando di essere la causa di tutti i cambiamenti e dei litigi fra mamma e papà.

La separazione dunque porta a sperimentare molte emozioni con elevata intensità, ad esempio: abbandono, rabbia, impotenza e frustrazione, o ancora dolore, solitudine, isolamento; potrebbe non sentirsi più protetto o amato dalle figure genitoriali.

La relazione fra coniugi o compagni può finire,
importante dunque è preservare il figlio dalle liti, dai conflitti accesi e spiegare cosa sta accadendo in modo comprensibile; è importante inoltre accogliere la rabbia e le reazioni dei bambini/adolescenti, essere ancor genitori attenti e affettuosi per i propri figli.

Dott.ssa Annalisa Croci
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA
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