Impianti eolici a misura di rapace
Potrebbero non essere sufficienti le misure previste per rendere nullo o quasi l’impatto ambientale del cantiere che in 31 settimane vuol realizzare quattro aerogeneratori al Dos dei Gai, fra Bagolino e Collio



Illuminare e riscaldare il comprensorio sciistico del Maniva con l´energia prodotta dal vento. Il sogno avviato con la forza innovativa di un tifone veleggia per ora sospinto da una brezza.

L´iter autorizzativo del primo maxi parco eolico bresciano si sta confrontando con la complessa tutela della fauna che popola il Dosso del Gallo, la virtuale linea di confine fra Collio e Bagolino dove Maniva Ski vuole installare quattro aerogeneratori da 1.500 kw in grado di sviluppare una potenza complessiva di 6 Mw.

Le articolate problematiche da affrontare sono racchiuse nel corposo fascicolo allegato alla Valutazione d´impatto ambientale all´esame della Regione.
L´allestimento delle torri da ottanta metri di altezza e la gestione delle ventole giganti rappresentano una minaccia per volatili, anfibi e lagomorfi.

I rapaci rischiano di finire straziati dalle ventole, le betoniere in transito potrebbero fare strage di rospi durante l´esodo intrapreso per deporre le uova nelle zone umide, i cantieri aperti senza le dovute precauzioni comprometterebbero la riproduzione dell´avifauna.
Lepri e piccoli roditori corrono il pericolo di vedere ridotto il loro habitat e le loro riserve di cibo, e non solo per la prevista cancellazione di 9 metri quadrati di macchia e aree verdi.

Ci sarà insomma da camminare in punta di piedi per non compromettere la biodiversità. Impresa difficile, considerando che sul crinale devono «arrampicarsi» i 282 camion incaricati di portare a valle 6.200 metri cubi di terriccio scavati per le piattaforme dei moderni mulini a vento.
Un traffico che si aggiunge ai viaggi di 96 betoniere e quattro mezzi speciali.

Durante le 31 settimane di apertura dei cantieri, pari a 221 giorni lavorativi, i rumori potrebbero compromettere le fasi cruciali della biologia di alcune specie di volatili. I tecnici incaricati di stendere la Via hanno dunque fissato delle misure destinate a mitigare i pericoli per la fauna.
La prima precauzione sarà quella di sospendere i lavori d´inverno, quando le colonie di animali patiscono già altri stress. I cantieri si fermeranno pure nella fase di deposizione delle uova delle specie che nidificano a terra.

«Particolare cura - si legge nella Via - sarà prestata alle operazioni effettuate ad aprile e maggio, quando i galliformi alpini si radunano a quote più elevate del loro habitat per le parate e arene di canto che fanno da prologo all´accoppiamento».
In previsione c´è anche la posa delle barriere di protezione per il transito dei rospi. Più complessa la difesa degli uccelli di passo e dei rapaci stanziali. Le torri eoliche non si trovano su un´area di valico ma il tributo di passeriformi uccisi dall´impianto sarà comunque inevitabile.

Per quanto riguarda i rapaci, si punta a ridurre l´effetto di «motion smear», ovvero quello dei corpi che, come le pale eoliche, muovendosi vorticosamente producono immagini che restano impresse costantemente nella retina dando l´idea di un corpi statici e fissi.
La soluzione sta nel dipingere una sola pala delle tre di nero: questo aiuta i rapaci a cogliere meglio il rischio. Il gracchio alpino e quello corallino saranno tenuti lontano dall´area dell´impianto allestendo centri di pastura.
Gli uccelli troveranno così cibo senza sorvolare le torri. I gestori dell´impianto prevedono come benefit un piano di ripopolamento della Coturnice delle Alpi.

Una volta a regime, l´impianto eolico avrà comunque un impatto positivo sull´ambiente consentendo di risparmiare ogni anno 3.857,5 tonnellate di carbone o 2.229,73 tonnellate di olio combustile.
La sostenibilità dell´investimento da 10 milioni di euro è stata testata sulla scorta di dieci anni di rilevazioni delle due stazioni di misurazione del vento Dasdanino e Setteventi in località Goletto del Gioco de la Bala.

N.S. da Bresciaoggi

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