Con Michela Capra nel cuore delle tradizioni dimenticate
di Vanessa Maggi

Il libro "I saperi della montagna" edito da Grafo Ť stato presentato lo scorso 6 dicembre al forno fusorio di Tavernole e racconta come una ricetta da tramandare i saperi dei mestieri e delle tradizioni, raccolti dalla voce del pezzazese Costanzo Caim

 
Lo scorso 6 dicembre fu il forno fusorio di Tavernole a fare da cornice alla presentazione di "I saperi della montagna" scritto da Michela Capra.
 
Un compendio delle vecchie tradizioni e dei mestieri praticati in Valtrompia nella prima metà del Noveento grazie alla testimonianza di Costanzo Caim, che era nato nel 1925 nella frazione pezzazese di Etto era a tutti noto con il soprannome di Tàncio.
 
Racconti di un ragazzo nono di dieci fratelli, diventato uomo facendo i mestieri di taglialegna e fabbro manutentore nelle miniere di Collio, Bovegno e Pezzaze.
 
Racconti di mestieri che occupavano anche il tempo trascorso a casa, quando bisognava occuparsi della cascina, curando gli animali e il fondo agricolo che poi avrebbe fornito il foraggio e le verdure utili al cibo per la famiglia.
 
Storie di come si viveva un tempo e saperi che altrimenti vanno perdendosi, fissati in inchiostro da Michela Capra anche commentando le immagini che mostrano gli oggetti (oltre 450) di una collezione contadina posseduta da Costanzo Caim e visibili anche nel cd allegato al libro.
 
Saperi tramandati anche grazie alla sensibilità dei quattro figli di Costanzo Caim (andatosene nel 2011), che hanno voluto condividere questa conoscenza con tutta la comunità valtrumplina.
 
Il libro "Saperi di montagna" di Michela Capra è edito da Grafo.
 
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