«Giovani sempre più isolati»
di Giuseppe Maiolo

Giuseppe Maiolo, curatore della rassegna "Genitori in formazione" di Villanuova, ci anticipa con un'intervista a Paolo Crepet i temi che saranno affrontati questa sera nell'incontro al teatro Corallo

 

Nell’ambito del ciclo di incontri “Genitori in forma-zione” che si terrà mercoledì 10 aprile alle ore 20.45 presso il teatro Cristallo di Villanuova sul Clisi, il terzo appuntamento vedrà la presenza di Paolo Crepet, psichiatra e psicoterapeuta.
Il famoso esperto, autore di numerose pubblicazioni sulla condizione giovanile e sulle relazioni familiari, parlerà di “Le nuove sfide e nuovi rischi in famiglia, a scuola, al bar”. Un tema quanto mai attuale e per questo al volo, tra un impegno e l’altro, gli abbiamo posto qualche domanda.

Prof. Crepet, nel suo intervento lei parlerà delle nuove sfide che sarà necessario raccogliere per affrontare i rischi della realtà attuale. Vuole anticiparci quali sono, secondo sono lei, i nuovi pericoli che oggi corrono i figli?

I rischi sono vecchi e nuovi. Quelli vecchi sono ancora l’alcool e la cocaina, le sostanze abituali che continuano a mietere vittime e mettendo gravemente a rischio la salute. Poi però vi sono le nuove dipendenze, le cosiddette “new addiction” ovvero la dipendenza da internet, dai video giochi, il gioco d’azzardo che ora stanno mettendo in grave pericolo il futuro delle nuove generazioni. Ovunque ormai si corrono questi rischi perché le nuove tecnologie catturano i giovani dappertutto e lo sforzo da fare è quello di promuovere nei giovani la cultura della consapevolezza necessaria per prevenire danni irreversibili alla salute psico-fisica. Conseguentemente ciò che più deve preoccuparci è il crescente aumento del senso di solitudine che ragazzi e ragazze vivono oggi in quanto sempre più isolati con i nuovi potenti mezzi di comunicazione. Le famiglie dovrebbero farsi carico con più determinazione di questo disagio crescente dei loro figli.

A questo proposito possiamo parlare di degrado educativo?

Non direi che si debba parlare di degrado. Caso mai di mancanza di adeguamento a quelle che sono le realtà che vivono i figli. Forse oggi ci ritroviamo ancora troppo spesso a parlare di eccessiva tutela. Questa può essere definita piuttosto non-educazione.

In uno delle più recenti pubblicazioni Paolo Crepet parla di autorità perduta. Ma chi è che ha perso l’autorità?


Un po’ tutti: il territorio, la comunità, la chiesa. È venuta meno sempre di più l’autorevolezza un po’ di tutti gli adulti che scelgono il ruolo più facile, quello di mantenere i figli a vita. Questa sottrazione di autorità ha prodotto accondiscendenza e, per il cosiddetto quieto vivere, povertà di emozioni e di ambizioni.

Ma che cosa significa in definitiva educare?

È una bellissima sfida che si deve raccogliere se si vuole costruire un mondo migliore.

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