Non è un paese per rospi
di Andrea Alesci

Nella zona collinare tra Lumezzane e Nave i volontari del Gev e della neonata associazione A.mici e Co. hanno posato nei primi giorni di marzo alcune barriere protettive provvisorie per salvaguardare gli anfibi dal traffico veicolare

 
Nella selva di strade che ha ridisegnato la morfologia delle colline tra Lumezzane e Nave, la primavera è stagione difficile per i rospi. Saltando fuori dal bosco è quasi matematico che si facciano schiacciare da un’automobile in transito.
 
Così, il Centro Studi Arcadia che da anni si occupa di preservare in qualche modo la vita di questi piccoli anfibi, scende di nuovo in campo nell’area triumplina compresa tra la Valgobbia e Nave, specie per la strada che sale verso la località Poffe.
 
Nei giorni scorsi alcuni volontari hanno montano alcune barriere protettive provvisorie, che portano i rospi a seguire una determinata via, evitando di arrivare sull’asfalto carrabile.
 
Un impegno portato avanti anche dalla Comunità montana con le guardie ecologiche volontarie e l’aiuto di altre associazioni, alle quali s’è aggiunta quest’anno la neonata “A.mici e Co.”.
 
Una serie di volontari che si adoperano secondo turni di sorveglianza e pronti a intervenire per spostare eventuali rospi finiti in strada e tenerne un preciso conteggio.
 
Per maggiori informazioni contattare Roberto Mondinelli con un’e-mail a mondinelli@pcvt.it o telefonando allo 030.8337418. 
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