La Natività nel presepe di Sarezzo
di Andrea Alesci

Luned 26 dicembre e venerd 6 gennaio si rinnova la tradizione del presepe allestito dai volontari del Ctvs dalle ore 14 alle 17 di concerto con Gstl e parrocchia di Sarezzo

Ci sono presepi piccoli e presepi grandi, presepi bizzarri e presepi classici, presepi umili e presepi imponenti, presepi automatici e presepi disegnati. Ma in tutte queste differenze non conta come siano realizzati, ma che cosa rappresentino: tutti riproducono la scena della nascita di Gesù Bambino. Quella scena che abbiamo visto nei piccoli presepi di casa nostra e che la pazienza e la dedizione di tanti volontari, da Nave sino a San Colombano, rinnova ogni anno allo sguardo delle rispettive comunità.
 
Uno fra i tanti è il presepe vivente che i volontari della Valle di Sarezzo allestiscono da quattordici anni, da quando in una mattinata d’ottobre del 1997 un’asina intenta a brucare l’erba vicino alla chiesetta fece nascere l’ispirazione in un gruppetto di appassionati.
 
Subito si misero in moto i volontari del vivace Ctvs (Comitato territoriale Valle di Sarezzo), adoperandosi per costruire le strutture necessarie a ospitare il grande presepe vivente. Da allora, in un tratto di terra che ricorda le aspre colline di Betlemme, sulla sponda del torrente Redocla, torna ogni anno ad animarsi in due distinti momenti (a S. Stefano e all’Epifania) il presepe vivente della Valle di Sarezzo.
 
Un percorso guidato porta i visitatori ad attraversare il corso d’acqua sopra un ponticello in legno e di qui sfilare accanto alle botteghe di una volta: accostarsi al forno a legna del panettiere che impasta e aspetta con pazienza di veder lievitare la pagnotta; osservare le donne che tessono pizzi e merletti sul tombolo e ragazze impegnate al filatoio; vedere i grandi che mimano ai più piccoli la pesca dei pesci in un laghetto costruito appositamente; ascoltare il rumore dell’acqua che schiocca sulle pale del mulino e poi guardare il mugnaio intento a macinare i cereali; perdersi nelle scintille del martello che picchia sull’incudine nella bottega del fabbro; camminare accanto alle guardie romane; gettare uno sguardo oltre il recinto dove grufolano i maiali; farsi rapire dalla maestria di un carpentiere che modella il legno; scorgere la fatica sul volto del contadino che zappa la terra.
 
E poi salire sino alla scura bocca del Büs Cuel, sottile richiamo al povero luogo dove nacque Gesù. Nel profondo antro che domina dall’alto tutto il presepio sta nascosta la Sacra famiglia, con il bue e l’asinello a far loro compagnia. San Giuseppe e la Madonna vengono interpretati ogni anno dai neo-genitori della Valle, mentre il ruolo di Gesù Bambino è riservato ai neonati della Valle.  
 
Una ricostruzione scenica mirabile lungo la quale poter vedere tradizioni d’un tempo e alcuni mestieri rimasti soltanto nelle pagine dei libri. Soprattutto, un corteo di personaggi che riporta tutti a rivivere in maniera intensa la sacra Natività del Signore.
 
Il presepe vivente, realizzato di concerto da Ctvs, Gstl di Valle e parrocchia di Sarezzo, si terrà lunedì 26 dicembre e venerdì 6 gennaio dalle ore 14 alle ore 17 in località Cave (in caso di maltempo il 26 dicembre la rappresentazione verrà ripetuta domenica 1 gennaio).
 
Ogni quindici minuti partirà dal parcheggio delle scuole medie “G. La Pira” in via Verdi un autobus-navetta che trasporterà gratuitamente i visitatori a pochi metri dalla rappresentazione. 
 
Nelle foto di Alberto Contessi, dall'alto in basso: la Sacra famiglia, il castello del re Erode, cestinai al lavoro, panoramica del presepe.
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